Egle Taccia- 6 Novembre 2015-

Gli nKantu d’Aziz vengono da Palermo, ma hanno gridato così forte la loro voglia di suonare, tanto da arrivare a farsi apprezzare da Francesco Moneti dei Modena City Ramblers, che ha deciso di curare la produzione artistica del loro nuovo album, Meglio la Terra. Un disco vario nei generi, ma omogeneo nella capacità espressiva della band, che riesce a mantenere una continuità nei messaggi, pur accompagnandoli con melodie cangianti.

L’album si apre con I doveri di un postino che, accompagnata da ritmi balcanici, racconta appunto di un postino, che un giorno si ritrovò a dover recapitare una busta contenente un proiettile, un avvertimento mafioso. Decise di denunciare ed assecondare la propria coscienza, noncurante dei rischi che ciò avrebbe comportato. Un bel messaggio contro l’omertà!

Linea 619 affronta il tema del razzismo e dell’immigrazione; un brano in levare, tipico delle melodie reggae, che parla di intolleranza.

La canzone che dà il titolo all’album, Meglio la terra, ci racconta di come al giorno d’oggi sia meglio tornare ad amare la natura, l’unica capace di premiare i sacrifici. Lei, a differenza degli uomini, che si perdono solo in chiacchiere, sempre puliti e incravattati, ma incapaci di sporcarsi davvero le mani, è l’unica a poter dare soddisfazioni all’uomo, l’unica a premiarlo per i suoi sforzi.

Il tema del diverso riaffiora ne L’uomo pesce, che racconta la leggenda di Colapesce, evidenziando quanto la gente sia incapace di accettare le diversità, tema ricorrente dell’album, con l’odio. Colapesce reggi la terra se ti riesce/salva l’uomo che ti ha odiato e nella leggenda sarai ricordato. Grandi collaborazioni per questo brano: Francesco Moneti, Aida Satta Flores, Angelo Spataro dei Tinturia e Filippo Alessi.

La bellissima ed intensa voce di Loredana La Rò riscalda la bellissima SiciliAfrica, un duetto che lascia per un momento la serietà dei temi, per rendere omaggio alla bella Sicilia.

Natural Born Garibaldi è un brano che parla di storia, la storia del nostro Paese, la bugia di un’unità.

L’odore dei soldi profuma di avidità, corruzione e mancanza di valori. Un brano che parte lento, ma poi si accende sul finale, con ritmi ska molto trascinanti.

Una forte critica all’Europa, accomunata soltanto dalla xenofobia, si divampa in La ballata dell’ipocrisia, mentre Favola prosegue con le spietate critiche alla società. Si potrebbero davvero cambiare le cose, ma non si può ottenere nulla semplicemente lamentandosi. Un brano che vorrebbe risvegliare le coscienze di un popolo che si lamenta tutto il giorno, ma obbedisce tutto l’anno.

Primitivo istinto è un brano musicalmente molto allegro e ritmato, impossibile non aver voglia di ballare sulle note di un tradimento.

Si torna ai ritmi che tanto amiamo della band palermitana in Balcan Suite, che ci parla della fuga verso luoghi migliori, della speranza di riuscire a conquistare un posto nel mondo, lontani da sofferenze e sacrifici.

Giuliano è un brano tutto in siciliano, che parla del bandito, della Sicilia, di gente di cui non fidarsi, issi sunnu vampiri.

The scarlet shoe prosegue con i testi in siciliano, raccontando della voglia di realizzare il proprio sogno in America, a costo di rinunciare a tutto ciò che si ha, per lanciare i dadi della fortuna.

Bella la contrapposizione tra l’allegra Tarantula e Funerale a Tirana, brano che chiude l’album con una sorta di testamento musicale. Niente tristezza quando si lascia questa terra, solo musica, vino e allegria!

Gli nKantu d’Aziz ci regalano un lavoro vario, ben arrangiato ed articolato, ricco di contenuti e temi impegnati.