Dott. Massimiliano Rosa- 07 Dicembre 2015-

Con l’approvazione del rendiconto consuntivo del 2014 e il riaccertamento straordinario dei residui si è concluso il primo e fondamentale step verso l’armonizzazione del sistema contabile degli enti locali. Il difficile anno 2015, con l’adozione dei primi elementi dei nuovi sistemi contabili, ha dato il via a quella che può essere considerata una vera riforma epocale in materia di enti locali: l’adozione della nuova contabilità finanziaria e di un bilancio caratterizzato sia da una struttura che da schemi che siano armonizzati per tutti gli enti territoriali. Il D.LGS. 118/2011 (Decreto Legislativo) ha fatto si che si adottasse il principio di competenza finanziaria potenziata e che fosse reso obbligatorio il riaccertamento straordinario dei residui attivi e passivi (così si chiamano i crediti e i debiti nel bilancio degli enti locali). La Regione Sicilia, con il suo Statuto Speciale che a volte si può rivelare un boomerang, specialmente in questi casi, era stata dapprima dispensata, per il 2015, dall’azione sperimentale di tale riforma, con un rinvio al 2016. Successivamente, la Finanziaria Regionale, con un vero colpo di scena, ha fatto rientrare al 2015 tale introduzione con il conseguente spiazzamento da parte di tutti (o quasi) enti locali regionali i quali si sono visti costretti a riformulare i piani di rendiconto consuntivo che, fino a quel momento, erano pronti per essere approvati con il vecchio sistema contabile. Ma questa riforma, porterà benefici? La risposta è si, ma con le dovute contromisure. Il riaccertamento straordinario dei residui, in primis, consentirà di depurare i conti dei comuni da quelle componenti che fino ad ora ne avevano mantenuto l’equilibrio contabile: i crediti ed i debiti anche di vecchissima data e, nella maggior parte dei casi, insussistenti. Con l’eliminazione di essi, ove dovessero sussistere le giuste cause, i bilanci potranno essere finalmente veritieri, consentendo, a coloro che avranno un disavanzo finale, di poter far fronte dalla perdita attraverso un piano di rientro dalla durata trentennale con un tasso di interesse agevolato. In buona sostanza, gli enti locali siciliani sono chiamati alla prova della verità: attraverso questa armonizzazione della contabilità, si avranno, finalmente, bilanci veritieri e corretti, probabilmente in disavanzo, ma con la concreta possibilità di poter far fronte ad eventuali perdite attraverso una rimodulazione dei fondi Statali e Regionali ed attraverso una corretta applicazione delle tariffe dei tributi locali.

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