13/10/2015- Dott. Albanese Giorgio-

E’ iniziato il “conto alla rovescia”, che si concluderà il 22 ottobre, per l’applicazione delle nuove norme inerenti agli illeciti tributari.

Tutto questo costituisce un restyling del nuovo assett del sistema sanzionatorio tributario che porterà ad un’ inasprimento delle pene inerenti ai comportamenti fraudolenti, soglie più elevate per gli omessi versamenti ed alla introduzione di un nuovo reato per omessa presentazione della dichiarazione da parte del sostituto d’imposta.

Entriamo nel merito della riforma:

Dichiarazione fraudolenta con documenti per  operazioni inesistenti

Si ha un’ ampliamento della platea estendendola a tutte le dichiarazioni e non più solo alle annuali.

Altri casi di dichiarazione fraudolenta

l reato contempla tutti i casi in cui si mettono in atto operazioni simulate oggettivamente o soggettivamente o artifizi per ostacolare l’attività di accertamento, oppure il contribuente si avvale di documenti falsi, fatture false o altri mezzi fraudolenti.E’ prevista una pena fino a sei anni di reclusione. Non scatta il reato di frode fiscale se l’imposta evasa è sotto i 30mila euro. Si è alzato il tetto di punibilità relativa ai ricavi non dichiarati, passando da 1 a 1,5 milioni di euro. Infine, sussiste il reato di frode fiscale se l’ammontare complessivo dei crediti o delle ritenute fittizie che vengono portate in diminuzione dell’imposta è superiore al 5% dell’imposta complessiva, o comunque a 30mila euro.

Dichiarazione infedele

La soglia di punibilità sale da 50mila a 150mila euro di imposta evasa e l’imponibile evaso supera i 3 milioni di euro (prima il limite era di 2 milioni) o comunque il 10% del totale dei ricavi. Il reato è punito con la reclusione fino a tre anni. Non si tiene conto della non corretta classificazione dei principi fiscali della inerenza, competenza o deducibilità dei costi.

Omesso versamento IVA

Il  reato penale, punibile con la reclusione da sei mesi a due anni, scatta quando non si versa IVA (entro il termine per l’acconto dell’anno successivo) pari ad almeno 250mila euro per ogni singolo periodo di imposta.

Omesso versamento delle ritenute

Il  reato penale, scatta quando non si versano le ritenute certificate per un importo annuo di ad almeno 150mila euro.

Omessa presentazione della dichiarazione

La pena in questo caso viene inasprita fino a 4 anni di reclusione, con una soglia di punibilità di 50.000 euro.

Omessa presentazione della dichiarazione del sostituto di imposta

Esso è un caso di nuovo reato. La pena in questo caso viene inasprita fino a 4 anni di reclusione, con una soglia di punibilità di 50.000 euro delle ritenute non versate.

Occultamento o distruzione della contabilità

In  questo caso il reato è stato inasprito con la reclusione fino a sei anni.

Indebita compensazione

Si è prevista una pena a sei anni di reclusione nel caso di compensazione con crediti inesistenti . Reclusione da sei mesi a due anni per chi utilizza in compensazione crediti non spettanti per un ammontare superiore a 50mila euro.