Risparmiare seguendo piccoli accorgimenti si può ed a fine anno si possono vedere i risultati.

Un’azienda o una famiglia deve solo controllare quanto spende all’anno in inchiostro per stampanti, cambiare il font e calcolare il risparmio. La notizia sta facendo il giro del mondo.

E’ vero che nel mondo digitale, specie  le imprese, stampano sempre meno, ma tante aziende e gli uffici professionali non possono fare a meno, ogni giorno, di stampare documenti utili per il proprio lavoro, specialmente se hanno rapporti con il pubblico (dai certificati ai contratti, buste paga, dichiarazioni dei redditi, atti, appunti, report, ecc..). L’utilizzo di carta, per quanto ridotto negli anni (anche la dematerializzazione degli archivi comporta risparmi) non è ancora stato rimpiazzato. Ebbene, in attesa di una piena digitalizzazione si può almeno cambiare carattere di stampa.

 Uno studio americano effettuato dal giovane S. Mirchandani (Dorseyville Middle School, Pittsburgh, Pennsylvania) sulle lettere più usate in inglese (e, t, a, o, r) ha comparato 4 font (Times New Roman, Garamond, Century Gothic, Comic Sans)  calcolando il relativo consumo di inchiostro. Risultato ? il Garamond è il carattere di più economico: -24% di consumo d’inchiostro rispetto al Times New Roman. Per risparmiare sul toner basta dunque cambiare font. Caratteri come Times New Roman o Century Gothic, quando stampati richiedono una grossa quantità di inchiostro, mentre un Garamond ne consuma molto meno.

Considerando questi studi basta pensare , in epoca di “spending review” degli Stati, quanti soldi si potranno risparmiare nel mondo (e si parlerebbe di milioni).

Spargete la voce e se lavorate nelle Pubbliche Amministrazioni Italiane incominciate ad applicare questo accorgimento per l’interesse comune oltre che dell’ambiente !!