Gjin Schirò – 07 Dicembre 2015-

Una fetta di pane su amplificatore a indicare la musica come funzione primaria! Una foto di copertina che mostra tanto del suo contenuto. Questo è semplicemente Francesco Vannini Ma, chi è Francesco Vannini? Già, perché ancora (per poco) in pochi conoscono questo straordinario autore. Francesco è un giovane cantautore palermitano, un talentuoso musicista/compositore dotato di una sensibilità unica che, col solo ausilio di uno strumento, riesce a intrappolarti e a tenerti ben saldo alla tua sedia ad ascoltare le lucide e ben distinte melodie della sua musica, le belle parole dei suoi testi. Si, perché Francesco è un “cantautore”. Francesco, attraverso la sua musica, libera il suo bisogno primario. Non ha bisogno di vedere gente scatenata, sudata, saltellante ai suoi concerti. No, le sue canzoni vanno intonate in coro, seguite con attenzione e applaudite…come si addice a un cantautore. Avete mai visto gente scatenata, esaltata e urlante a un concerto di De Gregori? … e non a caso ho scelto proprio l’autore di “Rimmel” …”Tornando a noi” è il secondo lavoro discografico da solista di Francesco Vannini che arriva a distanza di poco più di un anno dal lavoro precedente “Dinecessitavvirtù”, un EP autoprodotto con la collaborazione artistica di Fabio Rizzo della 800 A Records. L’album è un insieme di ballate acustiche e sonorità pop sfiorate da una delicata poesia (“Le mongolfiere” – ndr : folgorante), dall’analisi sbilenca della normalità nella title-track “Tornando a noi”, la scanzonata “L’ultimo show”, la degradante e tutta italiana realtà di “Qui”, passando per il racconto “cinematografico” della fine di un amore in “Verde assenzio”, arrivando all’omaggio a Giorgio Perlasca e il racconto delle sue sesta durante la seconda guerra mondiale in “Un uomo qualunque”. Quest’ultimo fa parte di una trilogia di brani contenuta all’interno dell’album: la “trilogia dell’uomo giusto” composta da “L’uomo che sapeva troppo”, storia di un uomo che decide di morire con dignità pur di non piegarsi ad un sistema dove “sapere troppo” non è un valore aggiunto ma un pericolo; “Prima o poi”, racconto di un negoziante che si rifiuta di pagare il cosiddetto pizzo, andando incontro alle conseguenze; e, appunto, “Un uomo qualunque”, racconto della vita di Giorgio Perlasca che durante la seconda guerra mondiale riuscì a salvare migliaia di persone condannate ai campi di concentramento tedeschi. L’album comprende inoltre un duetto con Goran Kuzminac (cantautore italiano di origini serbe autore di “Stasera l’aria è fresca” del 78 e “Ehi, ci stai” degli anni 80) nel brano “Il viaggio”, racconto di un amore che supera il tempo e la distanza. Chiudono “Megalomania” e “Soltanto una canzone”.